Più umani che mai: il team building nell’era dell’IA

L’intelligenza artificiale è in grado di analizzare dati e organizzare informazioni in pochi secondi, ma anche, per chi ama il brivido della delega controllata, suggerire come preparare una riunione o persino affrontare una conversazione difficile.

Quando però si tratta di gestire una situazione veramente delicata, il giudizio umano resta fondamentale, soprattutto se un responsabile deve tenere conto delle diverse sensibilità e delle dinamiche interne al gruppo.

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I limiti dell’IA nella valutazione delle competenze umane

Non è una questione di poco conto. Se si sottovaluta questo rischio, infatti, la mancanza di un controllo umano nelle materie non delegabili può creare danni gravissimi. Considera il seguente esempio, che è solo uno di quelli possibili, e pensa a un sistema di IA utilizzato per valutare la produttività dei dipendenti sulla base del numero di attività completate.

Un manager che si affidasse esclusivamente a questi indicatori potrebbe premiare chi produce risultati più visibili e penalizzare chi magari dedica tempo ad ascoltare un collega in difficoltà, a formare un nuovo assunto o a prevenire un conflitto all’interno del team. In questo modo, però, l’azienda rischierebbe di scoraggiare proprio quei comportamenti che favoriscono la collaborazione e la fiducia reciproca e quindi, nel lungo periodo, di compromettere la produttività. E questo trasformerebbe la stessa IA, uno strumento pensato per migliorare alcune prestazioni, in un fattore di impoverimento per l’azienda.

Per questo, nonostante l’Intelligenza Artificiale sia sempre più presente nelle attività quotidiane, le aziende hanno buone ragioni per investire soprattutto nelle competenze relazionali, soprattutto quelle che contribuiscono a una leadership efficace.

Competenze umane alla guida dell'azienda

Nel suo articolo Building leaders in the age of AI, McKinsey analizza come le competenze digitali possano affiancare quelle umane nella gestione di un’azienda. In questo processo, tuttavia, è essenziale che chi ricopre un ruolo manageriale sappia prendere decisioni indipendenti che richiedono una valutazione attenta della situazione, soprattutto quando si tratta di approfondire la conoscenza dei membri del team e di sapere ottenere da loro un coinvolgimento effettivo e non solo una prestazione dovuta.

Queste competenze emergono con particolare evidenza quando un gruppo si trova ad affrontare situazioni incerte o punti di vista divergenti. Anche disponendo di dati affidabili e dell’elaborato input di un’IA, infatti, un manager, così come un imprenditore, dovrà sempre valutare le conseguenze di una strategia personale e assumersi la piena responsabilità del risultato.

Comprendere dinamiche squisitamente umane e saper ascoltare con attenzione sono quindi capacità essenziali per guidare un team, soprattutto quando la scelta più adatta dipende da circostanze che i dati forniti dall'IA, da soli, non riescono a descrivere pienamente. Ed è lì che ogni algoritmo o sistema automatizzato si fermano.

Perché il team building è importante nell’era dell’IA

Questo tipo di abilità si costruisce e si migliora attraverso l’esperienza e il confronto con i colleghi in situazioni che richiedono di adattare il proprio approccio. In questo senso, un’attività di team building ben progettata è la "palestra ideale" per sviluppare questo mindset.

Anche la ricerca scientifica offre indicazioni interessanti sul rapporto tra leadership e apprendimento dei gruppi di lavoro. Una meta-analisi pubblicata sulla rivista Small Group Research, che ha preso in esame 43 studi, ha rilevato che comportamenti legati alla leadership spiegano circa il 18% delle variazioni nei comportamenti di apprendimento dei team. Il ruolo del manager è quindi fondamentale, anche nel creare un ambiente in cui i team rafforzano la loro coesione e comunicazione, e questa attività non è delegabile a meccanismi che non siano quelli dell'analisi personale, nata dall'osservazione e dall'esperienza.

Scegliere attività di team building con obiettivi precisi

Per un’azienda che investe nel team building, la scelta dell’attività dovrebbe partire dalle difficoltà che il gruppo incontra nel lavoro quotidiano. I reparti tendono a scaricarsi addosso reciprocamente ogni responsabilità quando emerge un problema? Una simulazione in cui ogni partecipante dispone solo di una parte delle informazioni necessarie per completare un compito potrà aiutare tutti a capire l’importanza della condivisione delle conoscenze. Le riunioni sono dominate da alcune persone e le proposte di altre vengono spesso ignorate? Una sfida in cui ogni membro dovrà presentare la soluzione a un problema e il gruppo dovrà concordare una scelta finale potrà rivelare le dinamiche decisionali interne, anche, eventualmente, allo scopo di correggerle.

Una vasta esperienza nella progettazione di attività aziendali ci ha insegnato quanto sia importante collegare ogni attività alle esigenze dell’azienda e sappiamo molto bene quanto un obiettivo ben definito sia il vero valore di ogni evento, specie nel team building. Ecco, tutto questo nasce delle persone e si costruisce attorno alle persone. Di conseguenza, non può essere deciso che da un essere umano.

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