Team building o team bonding: cosa scegliere?
Team building e team bonding vengono spesso utilizzati come sinonimi, ma le due esperienze possono avere obiettivi molto diversi
La distinzione diventa importante soprattutto quando dietro all’organizzazione di un evento c’è un’esigenza precisa e l’attività deve rispondere a uno scopo concreto. Dopo anni di lavoro con team profondamente diversi tra loro, anche noi abbiamo toccato con mano quanto l’obiettivo possa cambiare il tipo di esperienza "perfetta" e imparato che, per quanto possa sembrare controintuitivo, l’attività è fondamentale, ma in qualche modo viene dopo. Prima bisogna capire perché stiamo riunendo un gruppo di persone.

Cos’è davvero il team building?
Le attività di team building possono essere progettate, com’è noto, per sviluppare la comunicazione, il problem solving, la collaborazione o altre competenze legate al funzionamento di un team. A questo scopo si crea una situazione in cui i partecipanti devono lavorare insieme e affrontare sfide che implicano prendere decisioni, spesso ragionando fuori dagli schemi ed è proprio qui che emerge la differenza rispetto alla finalità più “sociale” del team bonding.
Cosa significa team bonding?
Il team bonding parte infatti da un presupposto diverso, perché mette al centro il rapporto tra colleghi. L’obiettivo è offrire alle persone l’occasione di trascorrere del tempo insieme in un contesto distante dalla consueta routine lavorativa, in cui le conversazioni possano svilupparsi in modo più spontaneo e i colleghi riescano a interagire al di là dei ruoli e senza le responsabilità che normalmente definiscono la loro giornata.
Questo tipo di attività può essere particolarmente utile quando le persone hanno avuto ancora poche occasioni per conoscersi davvero, magari perché hanno lavorato a distanza per molto tempo o perché il team è cambiato di recente. Condividere un’esperienza al di fuori del contesto lavorativo permette quindi ai dipendenti di scoprire aspetti dei colleghi che difficilmente emergono alla scrivania o durante una riunione e questa maggiore familiarità può rendere più semplici e spontanei i successivi rapporti di lavoro.

In questo senso il format può essere anche piuttosto semplice, purché sia coerente con la situazione e con le caratteristiche del team coinvolto.
Quale opzione scegliere
Quando un gruppo si conosce già bene ma incontra difficoltà nel lavorare insieme, il team building può essere la scelta più sensata, concentrando l’esperienza sulle dinamiche che richiedono maggiore attenzione e dando ai partecipanti l’opportunità di affrontarle fuori dai soliti binari, in un contesto diverso e più stimolante.
Per un gruppo appena formato, la situazione può essere diversa. Le persone hanno infatti avuto ancora poche occasioni di interagire e potrebbero trarre beneficio dal trascorrere un po’ di tempo insieme, prima di essere coinvolte in sfide collaborative più complesse. In questo caso, il team bonding può rappresentare un buon punto di partenza.

Ci sono poi situazioni in cui i due approcci si incontrano naturalmente all’interno dello stesso evento ed è proprio qui che la pianificazione dell’esperienza diventa più interessante, per un event planner.
Un esempio concreto firmato Smart Eventi
Un buon esempio è l’evento organizzato da Team Building Milano per BIP, che ha coinvolto circa 200 dipendenti nei dintorni di Roma.

Il programma comprendeva attività di team building affiancate a momenti di interazione sociale, con format adattati alla particolare composizione del gruppo. I partecipanti si sono inoltre cimentati in sfide sia di tipo intellettuale che fisico, per poi concludere la giornata con una festa al tramonto sulla spiaggia.
La particolarità dell’esperienza, in questo caso, risiede proprio nella combinazione delle due dimensioni del team building e del team bonding, con attività strutturate che offrono ai partecipanti l’occasione di collaborare in un modo diverso dal solito, ma anche una parte più conviviale, che lascia spazio alle relazioni, senza pressioni performative.
Una soluzione di questo tipo può rivelarsi particolarmente efficace negli eventi aziendali di grandi dimensioni, dove le persone possono arrivare con aspettative molto diverse e con livelli di conoscenza reciproca altrettanto differenti.
Perché la distinzione conta quando si organizza un evento
Per un’agenzia di eventi, distinguere tra team building e team bonding cambia il modo di progettare l’esperienza fin dalle prime fasi ed è anche per questo che preferiamo partire dal team e dal suo scopo, prima di suggerire una qualunque attività.
Un’azienda può rivolgersi a noi chiedendo un evento di team building, mentre il bisogno reale può diventare più chiaro man mano che parliamo e andare magari in direzioni diverse. A volte la soluzione giusta è effettivamente un’attività di team building costruita intorno a un obiettivo preciso, ma in altri casi appare chiaro che i dipendenti hanno semplicemente bisogno di ritrovare un po’ di familiarità dopo un periodo particolarmente intenso.
Capire questa differenza permette di organizzare l’esperienza con maggiore precisione e di scegliere un’opzione che abbia davvero senso per le persone coinvolte. E in questo caso, team building o team bonding che sia, sarà comunque un successo!