I vantaggi dei team building sociali

A metà strada tra il volontariato aziendale e le consuete attività di gruppo, il team building sociale ha progressivamente assunto un peso diverso e una pari importanza strategica.

Nel suo nucleo più autentico, questo tipo di format orientato a una finalità sociale o ambientale può concretizzarsi in una serie di attività: squadre di dipendenti possono dedicarsi al volontariato presso un banco alimentare, contribuire alla riqualificazione di un giardino comunitario, preparare kit di assistenza per associazioni locali oppure offrire percorsi di mentoring fondati su competenze professionali a favore di organizzazioni non profit. Quale che sia la scelta, il gruppo si muove in funzione di un obiettivo che oltrepassa i confini aziendali per generare un impatto positivo e tangibile anche su realtà esterne all'impresa.

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Un impatto misurabile su coinvolgimento e permanenza dei dipendenti

Non si tratta soltanto di una suggestione, analizzando i dati del settore. Secondo uno studio condotto da Deloitte nel 2024, ad esempio, l’87% dei dipendenti considererebbe le opportunità di volontariato aziendale un elemento rilevante nella decisione di rimanere o meno presso il proprio datore di lavoro, mentre il 91% riconoscerebbe l'importanza di tali iniziative per il senso di appartenenza all'impresa.

Insomma, il team building sociale non sarebbe solo una generica manifestazione di buona volontà, ma migliorerebbe l’interazione interna al gruppo producendo, al tempo stesso, dei benefici concreti anche per la società, per una o più comunità, per il pianeta.

La costruzione della fiducia attraverso uno scopo condiviso

Gli effetti interni si manifestano in modo progressivamente sempre più incisivo, quando si integra con regolarità questo tipo di team building nelle attività aziendali. Quando i colleghi si trovano a collaborare in attività orientate a un fine sociale, infatti, le dinamiche relazionali subiscono una trasformazione reale e la fiducia tra membri del gruppi di lavoro diventa più solida e anche più profonda.

Il volontariato, in particolare, tende a generare connessioni emotive che oltrepassano il perimetro lavorativo. In questa direzione, infatti, si instaurano legami non solo tra colleghi, ma anche tra il gruppo e la comunità con cui si entra in relazione e con gli stessi valori che l’azienda afferma di voler promuovere.

Lo sviluppo di competenze oltre la formazione convenzionale

Accanto a questa dimensione relazionale, emerge un altro aspetto che si associa a queste attività e che spesso viene sottovalutato. Il team building sociale crea infatti le condizioni affinché si sviluppino competenze trasversali e questo avviene quasi incidentalmente.

Nel coordinamento con realtà esterne, ad esempio, potrà perfezionarsi la capacità di gestire i progetti, mentre la comunicazione si evolverà e perfezionerà in contesti in cui chiarezza ed empatia devono convivere. Anche la capacità di leadership potrà affiorare in modo inatteso, talvolta in figure che, nei contesti aziendali più formali, tendono a restare in secondo piano.

Le ricerche pubblicate da Deloitte nel 2024 mettono in evidenza come tali esperienze contribuiscano allo sviluppo sia personale sia professionale, rafforzando l’idea, non così ovvia, che l’apprendimento non richieda necessariamente percorsi formativi rigidamente strutturati.

Il duplice vantaggio per le aziende

Da più punti di vista, insomma, il team building sociale per un’azienda è un’operazione di successo: da un lato, le aziende ne ricavano benefici interni sotto forma di maggiore coesione, coinvolgimento e fidelizzazione, mentre dall’altro producono valore esterno, seppur in scala limitata e nella consapevolezza di dover e poter fare di più, contribuendo a iniziative che sono utili al di fuori e al di là delle cifre calcolate in bilancio.

È proprio questo doppio binario a distinguere il team building sociale dai format più tradizionali, che non vuole sostituire ma affiancare, introducendo una dimensione in più nelle attività standard.

Esiste, tuttavia, un rischio concreto. Quando tali iniziative appaiono eccessivamente costruite o scollegate da un’intenzione autentica, infatti, la loro efficacia si riduce con una certa rapidità. Per questa ragione è il caso di evitare in ogni modo il cosiddetto “tokenismo”, che si verifica quando ci si ferma alla mera "performance della generosità", senza dare vera sostanza e continuità al progetto.

Quando lo scopo diventa parte della cultura aziendale

Con il tempo, le aziende che integreranno il team building sociale nella loro strategia inizieranno a registrare un mutamento positivo al proprio interno.

I dipendenti inizieranno ad associare il loro lavoro a qualcosa che eccede le mansioni quotidianedaranno valore alle esperienze vissute al di fuori dei consueti “parametri di performance”. In questo modo, e cioè facendo qualcosa di positivo e produttivo non solo per se stessa, l’azienda vedrà migliorare la sua reputazione anche all’interno, oltre che all’esterno, guadagnandosi il rispetto del suo personale.

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